Per i nostri servizi potrebbero essere utilizzati cookies anche di terze parti.
Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

Ulteriori Informazioni    OK
Dettagli/Details

La condotta dolosa di ignoti esclude la responsabilità da cosa in custodia

Commento a Decisione Giurisprudenziale - A cura di Fulvio Graziotto - Avvocato in Sanremo (Imperia)


Nei danni da cose in custodia, la colpa del danneggiato e il fatto del terzo che abbia avuto efficacia causale esclusiva nella produzione del danno escludono la responsabilità del custode.


Decisione: Sentenza n. 13005/2016 Cassazione Civile - Sezione III

Classificazione: Civile



Parole chiave: cose in custodia - danni - caso fortuito - fatto imputabile esclusivamente al terzo - nesso di causalità - responsabilità del custode - esclusione



Il caso.

Il proprietario di una vettura, che risultava danneggiata a seguito di un incendio partito da un cassonetto dei rifiuti vicino all'auto parcheggiata in prossimità, citava in giudizio la società che gestiva il servizio di raccolta, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni.

Il Tribunale accoglieva la domanda dell'attore, fondata sulla responsabilità da cosa in custodia ai sensi dell'art. 2051 del codice civile.

La Corte di Appello, a seguito dell'impugnazione della sentenza di primo grado, accoglieva l'impugnazione della società, riformando interamente la sentenza, con condanna dell'appellato alla rifusione delle spese dei due gradi di giudizio.

Il proprietario del veicolo danneggiato ricorreva per cassazione affidandosi a due motivi, ma la Suprema Corte rigetta il ricorso.



La decisione.

Dapprima la Cassazione riassume le lamentele del ricorrente in ordine al primo motivo di ricorso: «Col primo motivo il ricorrente deduce «violazione e falsa ed erronea applicazione della legge, omessa applicazione di specifica norma, con conseguente nullità della sentenza e del procedimento; violazione, erronea e falsa applicazione dell'art. 2051 c.c. con riferimento all'art. 112 c.p.c., con conseguente violazione dell'art. 360 n. 3 c.p.c. Il ricorrente critica la sentenza impugnata nella parte in cui la Corte di Appello ha ritenuto la sussistenza del caso fortuito, costituito dalla "condotta dolosa di ignoti, che in ora notturna avevano dato fuoco al cassonetto". Secondo il ricorrente, la Corte sarebbe incorsa nel vizio di ultrapetizione, in quanto ha riconosciuto il caso fortuito, previsto come esimente della responsabilità del custode, a norma dell'art. 2051 c.c., senza che la società convenuta ne avesse dedotto tempestivamente e ritualmente la sussistenza. Il ricorrente lamenta che, rilevando d'ufficio l'esimente del caso fortuito, non solo la Corte d'appello avrebbe violato l'art. 112 c.p.c., ma avrebbe anche disatteso senza alcuna motivazione quanto affermato dal Tribunale di Imperia sul fatto che, nel caso di specie, la convenuta P. s.r.l. non avrebbe sollevato l'eccezione né in comparsa di costituzione né nei successivi atti difensivi, sicché sarebbe stata tardiva l'eccezione proposta per la prima volta in comparsa conclusionale».

Quindi riassume la lagnanza del ricorrente circa la qualificazione del caso fortuito quale eccezione in senso stretto, cioè eccezione di parte non rilevabile d'ufficio, e soggetta a preclusioni: «Col secondo motivo il ricorrente deduce omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo del giudizio, «con riferimento all'art. 2051 c.c., 112 c.p.c., con conseguente violazione dell'art. 360 n.5 c.p.c.>>, riproponendo, ai sensi di quest'ultima disposizione, la censura, già accennata nel primo motivo, concernente l'omessa motivazione sull'asserita tardività dell'eccezione di caso fortuito, malgrado questa fosse stata rilevata dal Tribunale di Imperia».

Per la Cassazione, «Il giudice del gravame ha ritenuto che la condotta dolosa di ignoti, causando l'incendio al cassonetto in ora notturna, abbia provocato il danno lamentato e determinato l'interruzione del nesso causale».

Nel ritenere conforme a diritto la decisione della Corte di Appello, il Collegio precisa che «va ribadito che il caso fortuito idoneo ad escludere la responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. può rinvenirsi anche nella condotta del terzo, o dello stesso danneggiato, quando essa, rivelandosi come autonoma, eccezionale, imprevedibile ed inevitabile, risulti dotata di efficacia causale esclusiva nella produzione dell'evento lesivo (così, da ultimo Cass. n. 18317/15)».

Infatti, nella fattispecie in esame, «il giudice di merito ha accertato che il fuoco è stato appiccato di nascosto ed in ora notturna ed ha di conseguenza ritenuto che soltanto una vigilanza ininterrotta avrebbe evitato l'evento, in sé non usuale né connaturato all'utilizzo del cassonetto. Corretta è la riconduzione del fatto del terzo, così accertato, alla nozione giuridica del caso fortuito, come sopra delineato quale fatto idoneo ad escludere la responsabilità del custode, in quanto dotato di efficacia causale determinante rispetto alla . produzione dell'evento e non evitabile, tenuto conto delle modalità che in concreto caratterizzano l'attività del custode (nella specie, di raccolta dei rifiuti ; non potendosi esigere da chi, allo scopo, utilizza il cassonetto, una vigilanza ininterrotta, al punto da evitarne il danneggiamento repentino e non prevedibile, dovuto all'atto vandalico del terzo: cfr. Cass. n.8157/09) . Tanto più che, per come accertato dal giudice di merito, un intervento, anche tempestivo, non avrebbe comunque evitato il danno causato all'autovettura parcheggiata dal vicino cassonetto incendiato nottetempo (cfr. anche Cass. n 15720/2011 e n.4476/2011)».

Per la Suprema Corte, «prive di pregio sono le censure del ricorrente basate sull'assunto che il caso fortuito sarebbe oggetto di un'eccezione in senso stretto. Come già ritenuto da questa Corte, il limite alla responsabilità da cose in custodia rappresentato dal caso fortuito non costituisce materia per eccezioni in senso proprio, sottratte al rilievo d'ufficio. L'art.2051 c.c. non contempla un'eccezione, ma riconduce il caso fortuito al profilo meramente probatorio (Cfr. Cass. n.11015/2011). Va in proposito affermato che la prova relativa alla sussistenza del caso fortuito idoneo ad interrompere il nesso causale grava sul custode, chiamato a rispondere ai sensi dell'art. 2051 cod. civ., e perciò questi soggiace alle preclusioni istruttorie; tuttavia, la sussistenza del caso fortuito non costituisce oggetto di un'eccezione in senso stretto, sicché la relativa deduzione non incorre nella preclusione fissata, per il primo grado, dal secondo comma dell'art. 167 cod. proc. civ.».

A conferma di ciò, il Collegio ricorda che la convenuta «ha assunto sin dal primo grado di giudizio, già con la comparsa di risposta, una linea difensiva basata, oltre che sul concorso di colpa del danneggiato, anche sul dato incontroverso della derivazione del danno dalla condotta dolosa di ignoti; il che è più che sufficiente ad integrare la deduzione difensiva della sussistenza del caso fortuito».

Il ricorso viene quindi rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese di giudizio.



Osservazioni.

Mentre la responsabilità del custode è esclusa quando ricorre la colpa del danneggiato o il fatto del terzo che abbia avuto efficacia causale esclusiva nella produzione del danno, rimane a carico del custode il fatto ignoto, proprio perché non è idoneo a eliminare il dubbio sulle cause dell'accadimento e dei relativi danni.





Disposizioni rilevanti.

Codice civile

Vigente al: 3-7-2016

Art. 2051- Danno cagionato da cosa in custodia

Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.


Assistenza su questo argomento

Serve assistenza su questo argomento?

Può essere utile sapere che ci occupiamo anche di tutte le questioni e problematiche legali collegate, tra cui:

  • assistenza in sede stragiudiziale
  • assistenza in sede giudiziale e di contenzioso
  • azioni e tutela a difesa, esecutive e cautelari
  • consulenza
  • due diligence legale
  • esecuzione anche all'estero
  • pareri e raccomandazioni
  • revisione/stesura dei testi
  • ricerche di giurisprudenza sull'argomento
  • riduzione dei rischi legali
  • supporto operativo legale

Qui sotto trovi tutti i riferimenti dello Studio per contattarci con la modalità preferita:

Riferimenti

 

Studio Graziotto

Ufficio principale:
Via G. Matteotti, 194
18038 Sanremo IM
ITALY
Si riceve solo su appuntamento
(recapiti e corrispondenti in varie città)

Richieste:
Appuntamenti: In videoconferenza (Skype®, ecc.)
" In Studio a Sanremo
" Telefonici
" Presso il Cliente
Consulenza: Richiedi una Consulenza
Preventivi: Chiedi un Preventivo gratuito
Domiciliazioni: Domiciliazioni Tribunale di Imperia
Contattaci: Compila il modulo

Riferimenti:
Tel: 0184 189 4317
Fax: 0184 509 510
SMS: 348 001 7380
Email: info@studiograziotto.com
Web: http://www.studiograziotto.com

Prime informazioni e Tariffe:
Info e Tariffe: Informazioni di sintesi e tariffe
Assistenza giudiziale: D.M. Giustizia N. 55 2014 - Nuovi Parametri Forensi

Profilo del Titolare:
LinkedIn®: https://www.linkedin.com/in/fulviograziotto
Scheda di sintesi: Profilo professionale (sintetico)


©
Per aggiornarsi facilmente e rimanere in contatto Aggiornarsi è semplice: aggiungetemi ai vostri contatti e rimarremo in contatto più facilmente.
FacebookFacebook:https://it-it.facebook.com/public/Fulvio-Graziotto
Google+Google+: https://plus.google.com/u/0/+FulvioGraziotto
LinkedInLinkedIn:https://it.linkedin.com/in/fulviograziotto
TwitterTwitter:https://twitter.com/GraziottoFulvio
Memberships
Global Law ExpertsGLE:Global Law ExpertsExclusive Private Equity law expert in Italy
IR Global, world’s leading legal, accountancy and financial advisersIR Global:IR GlobalExclusive M&A Member in Italy
AAALAAAL:Associazione Avvocati Amministrativisti LiguriSocio Aderente
AIDA-IFLAAIDA-IFLA:Associazione Italiana di Diritto AlimentareSocio Ordinario
AIDENAIDEN:Associazione Italiana di Diritto dell'EnergiaSocio Professionista
Camera Civile di ImperiaCamera Civile:Camera Civile di ImperiaSocio Aderente
Coperture assicurative

Polizza assicurativa #IFL0006526.002587 conforme D.M. 22-9-2016 stipulata con MARSH SpA per i seguenti massimali (esclusi Canada e USA):

  • responsabilità civile professionale: massimale di € 2 milioni per sinistro e per periodo assicurativo
  • responsabilità civile terzi conduzione ufficio: massimale di € 500 mila per sinistro e € 2 milioni e per periodo assicurativo
  • responsabilità civile prestatori d'opera: massimale di € 500 mila per sinistro e € 2 milioni e per periodo assicurativo
Dove operiamo

I nostri uffici principali sono a Sanremo (IM), ma assistiamo le aziende in tutta Italia e all'estero.

In particolare, operiamo nelle seguenti località e regioni:

  • Sanremo, Imperia, Savona, Genova, Alessandria, Torino, Milano

  • Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto

Inoltre siamo in grado di prestare un'assistenza globale in oltre 150 giurisdizioni all'estero.

Vuoi approfondire? Contattaci  IT  EN