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Il proprietario risponde del danno ambientale anche se non è responsabile della contaminazione di un sito

Commento a Decisione Giurisprudenziale - A cura di Fulvio Graziotto - Avvocato in Sanremo (Imperia)

In tema di danno ambientale, gli articoli da 238 a 253 del D. Lgs. 152/2006 (cd. «codice ambientale») si occupano di «bonifica di siti contaminati».

L'articolo 253 disciplina gli effetti giuridici degli interventi di bonifica sui siti (viene imposto un onere reale, e viene previsto che le spese per gli interventi sono assistite da privilegio speciale immobiliare).

Nel caso il proprietario non sia responsabile dell'inquinamento, l'applicazione di tali misure è subordinata all'emanazione di un provvedimento motivato dell'autorità competente, e viene fissato un limite all'entità del rimborso cui è tenuto il proprietario non responsabile, limite costituito dal valore di mercato del sito.

Il proprietario incolpevole può provvedere spontaneamente alla bonifica del sito inquinato, ed in tal caso ha diritto di rivalersi nei confronti del responsabile dell'inquinamento per le spese sostenute e per il maggior danno subito (statuizione ridondante, in quanto tale diritto sorge già ex artt. 2043 e seguenti del codice civile, o in base agli artt. 1218 e 1223 c.c. in caso di eventuale inadempienza contrattuale).

Sulla individuazione dell'autorità competente all'adozione del provvedimento che impone obblighi al proprietario si è espressa la giurisprudenza, precisando che l'amministrazione non può imporre al proprietario non responsabile l'esecuzione di misure di prevenzione o riparazione, ma solo l'obbligo di rimborsare gli interventi effettuati dall'amministrazione nei limiti del valore di mercato del sito.

Il TAR Veneto (Sez. III, n. 493/2015) ha precisato anche che il comune è incompetente all'adozione dell'ordinanza che impone un piano di caratterizzazione, in quanto l'art. 244 del D.Lgs. 152/2006 demanda tale competenza alla Provincia.

In tema di responsabilità ambientale, si è espressa anche la Corte di Giustizia Europea (Sentenza 4/3/2015 nella causa C534/13) circa la compatibilità della normativa nazionale che non prevede la possibilità per l'amministrazione di imporre, ai proprietari non responsabili dei siti inquinati, misure di prevenzione e riparazione ma solo l'obbligo di rimborsare gli interventi nei limiti del valore di mercato dei siti.

La Corte di Giustizia ha affermato che la direttiva n. 2004/35/CE deve essere interpretata nel senso che non osta una normativa nazionale come quella di cui trattasi.

Nella sostanza, con la statuizione dell'obbligo di rimborsare le spese cui è tenuto il proprietario incolpevole del sito contaminato, viene previsto un regime di responsabilità di natura oggettiva ma limitata nel quantum, pari al valore di mercato del sito contaminato (in pratica, un regime simile a quello della responsabilità da custodia ex art. 2051 codice civile, ma limitata nel suo ammontare massimo).



Art. 253- oneri reali e privilegi speciali

1. Gli interventi di cui al presente titolo costituiscono onere reale sui siti contaminati qualora effettuati d'ufficio dall'autorita' competente ai sensi dell'articolo 250. L'onere reale viene iscritto a seguito della approvazione del progetto di bonifica e deve essere indicato nel certificato di destinazione urbanistica.

2. Le spese sostenute per gli interventi di cui al comma 1 sono assistite da privilegio speciale immobiliare sulle aree medesime, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2748, secondo comma, del codice civile. Detto privilegio si puo' esercitare anche in pregiudizio dei diritti acquistati dai terzi sull'immobile.

3. Il privilegio e la ripetizione delle spese possono essere esercitati, nei confronti del proprietario del sito incolpevole dell'inquinamento o del pericolo di inquinamento, solo a seguito di provvedimento motivato dell'autorita' competente che giustifichi, tra l'altro, l'impossibilita' di accertare l'identita' del soggetto responsabile ovvero che giustifichi l'impossibilita' di esercitare azioni di rivalsa nei confronti del medesimo soggetto ovvero la loro infruttuosita'.

4. In ogni caso, il proprietario non responsabile dell'inquinamento puo' essere tenuto a rimborsare, sulla base di provvedimento motivato e con l'osservanza delle disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, le spese degli interventi adottati dall'autorita' competente soltanto nei limiti del valore di mercato del sito determinato a seguito dell'esecuzione degli interventi medesimi. Nel caso in cui il proprietario non responsabile dell'inquinamento abbia spontaneamente provveduto alla bonifica del sito inquinato, ha diritto di rivalersi nei confronti del responsabile dell'inquinamento per le spese sostenute e per l'eventuale maggior danno subito.

5. Gli interventi di bonifica dei siti inquinati possono essere assistiti, sulla base di apposita disposizione legislativa di finanziamento, da contributi pubblici entro il limite massimo del cinquanta per cento delle relative spese qualora sussistano preminenti interessi pubblici connessi ad esigenze di tutela igienico-sanitaria e ambientale o occupazionali. Ai predetti contributi pubblici non si applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.



Testo integrale del D. Lgs. n. 152/2006

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