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Anche le quote sociali di una s.r.l. sono suscettibili di usucapione
A cura di Fulvio Graziotto

Una recente sentenza di merito (Tribunale di milano n. 3398/2015) conferma che le quote sociali sono una cosa mobile, suscettibili di essere usucapite ai sensi dell'art. 1147 del codice civile.

Il caso riguardava una società con il capotale suddiviso in quote fra tre soci: dopo oltre 10 anni da un aumento di capitale sociale, uno dei tre soci invocava un errore nella ripartizione del capitale sociale, sostenendo che in base a quanto versato aveva diritto a una quota di partecipazione maggiore e ne invocava quindi la restituzione da parte del socio cui era stata attribuita in più.

Il Tribunale non ha accolto la pretesa sulla base del fatto che l'altro socio aveva esercitato i diritti sulle quote a lui attribuite per oltre 10 anni, e pertanto aveva usucapito le quote, che sono beni mobili.

Le disposizioni di riferimento del codice civile sono gli artt. 1147 e 1161, che disciplinano rispettivamente il possesso di buona fede (che è presunta: spetta quindi a chi ne invoca la mancanza dimostrarlo) e l'usucapione decennale (in caso di buona fede) dei beni mobili.

In passato in dottrina e in giurisprudenza si è discusso sulla inquadrabilità delle quote sociale nei beni mobili: le quote sociali rappresentano, infatti, situazioni giuridiche soggettive, e da alcuni si mette in discussione che possano essere oggetto diretto di rapporti giuridici.

La Cassazione (15605/2002) ha però ricordato che ormai il legislatore considera le forme di investimento finanziarie, che denomina "prodotti finanziari", ritenendole suscettibili di negoziazione: pertanto, a prescindere dal fatto che le quote siano rappresentate da un documento materiale, le stesse sono non solo suscettibili di usucapione, ma essere oggetto di espropriazione forzata, di misure cautelari, e in generale di tutti gli istituti previsti per i beni mobili compatibili con la natura delle stesse (ad esempio, di essere oggetto di successione dopo l'avvenuta usucapione).



Qui di seguito le disposizioni del codice civile richiamate:

Art. 1147 - Possesso di buona fede

è possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l'altrui diritto.

La buona fede non giova se l'ignoranza dipende da colpa grave.

La buona fede è presunta e basta che vi sia stata al tempo dell'acquisto.

Art. 1153 - Effetti dell'acquisto del possesso

Colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso, purchè sia in buona fede al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà.

La proprietà si acquista libera da diritti altrui sulla cosa, se

questi non risultano dal titolo e vi è la buona fede dell'acquirente.

Nello stesso modo si acquistano i diritti di usufrutto, di uso e di pegno.

Art. 1161 - Usucapione dei beni mobili

In mancanza di titolo idoneo, la proprietà dei beni mobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per dieci anni, qualora il possesso sia stato acquistato in buona fede.

Se il possessore è di mala fede, l'usucapione si compie con il decorso di venti anni.

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