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Il reato di occultamento delle scritture contabili è permanente: meglio fare sempre i backup

Commento a Decisione Giurisprudenziale - A cura di Fulvio Graziotto - Avvocato in Sanremo (Imperia)

Una recente sentenza della Cassazione (35665/2015 sez. penale) ha qualificato il reato di occultamento delle scritture contabili quale reato permanente, precisando che l'obbligo di esibizione perdura finché è consentito il controllo da parte degli organi verificatori.

In mancanza di prove della distruzione delle scritture contabili e dei documenti, rimane in capo al contribuente la possibilità di interrompere la commissione del reato esibendo la documentazione richiesta.

Il delitto, discliplinato dall'art. 10 del D. Lgs. n. 74/2000, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni a «chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l'evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari».

Mentre la distruzione configura un reato istantaneo, che si realizza al momento in cui la documentazione viene eliminata, l'occultamento è un reato permanente: il che si riflette anche sui termini di decorrenza della prescrizione, che fino al 2011 era di 6 anni o 7 anni e 6 mesi a seconda che vi fosse stata interruzione (ad esempio un PVC o un accertamento); dal 2011 il termine è di 8 anni.

Il decorso del termine di prescrizione va computato dalla data della verifica da parte degli organi accertatori.

Il problema vero è che la distruzione (e la data) deve essere dimostrata: in passato mi sono capitati casi di contribuenti che avevano subito danni da incendio e allagamento, e le loro scritture contabili erano andate distrutte: in sede di accertamento tributario è sempre stata chiesta la prova rigorosa della distruzione, e in numerosi casi l'ufficio ha proceduto ad accertamento induttivo puro sulla base della mancanza di scritture contabili.

Alle imprese faccio una seria raccomandazione: conservate sempre una copia aggiornata delle scritture contabili (libro giornale, inventari, ecc; registri IVA e tutti gli altri previsti dalle disposizioni tributarie) e almeno i documenti emessi, in formato pdf digitale a casa o in altro luogo.

Almeno una volta al mese, fate un backup aggiornato, e fate attenzione a non conservarlo nello stesso luogo delle scritture: in caso di allagamenti, incendi, furti, ecc. avete almeno un paracadute per incassare i vostri crediti ed evitare conseguenze altrimenti devastanti, sia sotto il profilo tributario che penale.

Specialmente se l'azienda è in crisi.



Qui di seguito il testo delle disposizioni richiamate:

DECRETO LEGISLATIVO 10 marzo 2000, n. 74

Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205.

Vigente al: 16-10-2015

Titolo I - DEFINIZIONI

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205, che delega il Governo ad emanare, entro otto mesi dall'entrata in vigore della stessa legge, un decreto legislativo recante la nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto in conformità dei principi e dei criteri direttivi stabiliti dal medesimo articolo, procedendo all'abrogazione del titolo I del decreto-legge 10 luglio 1982, n. 429, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1982, n. 516, e delle altre norme vigenti incompatibili con la nuova disciplina;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 gennaio 2000;

Acquisito il parere delle competenti commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, previsto dall'articolo 17 della predetta legge n. 205 del 1999;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 marzo 2000;

Sulla proposta del Ministro delle finanze e del Ministro della giustizia;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1- Definizioni

1. Ai fini del presente decreto legislativo:

a) per "fatture o altri documenti per operazioni inesistenti" si intendono le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l'imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l'operazione a soggetti diversi da quelli effettivi;

b) per "elementi attivi o passivi" si intendono le componenti, espresse in cifra, che concorrono, in senso positivo o negativo, alla determinazione del reddito o delle basi imponibili rilevanti ai fini dell'applicazione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto;

c) per "dichiarazioni" si intendono anche le dichiarazioni presentate in qualità di amministratore, liquidatore o rappresentante di società, enti o persone fisiche;

d) il "fine di evadere le imposte" e il "fine di consentire a terzi l'evasione" si intendono comprensivi, rispettivamente, anche del fine di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un inesistente credito d'imposta, e del fine di consentirli a terzi;

e) riguardo ai fatti commessi da chi agisce in qualità di amministratore, liquidatore o rappresentante di società, enti o persone fisiche, il "fine di evadere le imposte" ed il "fine di sottrarsi al pagamento" si intendono riferiti alla società, all'ente o alla persona fisica per conto della quale si agisce;

f) per "imposta evasa" si intende la differenza tra l'imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella dichiarazione, ovvero l'intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione, al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione della dichiarazione o della scadenza del relativo termine;

g) le soglie di punibilità riferite all'imposta evasa si intendono estese anche all'ammontare dell'indebito rimborso richiesto o dell'inesistente credito di imposta esposto nella dichiarazione.

Capo II Delitti in materia di documenti e pagamento di imposte

Art. 8 - Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

1. E' punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di consentire a terzi l'evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

2. Ai fini dell'applicazione della disposizione prevista dal comma 1, l'emissione o il rilascio di più fatture o documenti per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera come un solo reato.

3. COMMA ABROGATO DAL D.L. 13 AGOSTO 2011, N. 138, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 14 SETTEMBRE 2011, N. 148.

Art. 10 - Occultamento o distruzione di documenti contabili

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l'evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari.

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