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Limiti al sequestro preventivo finalizzato alla confisca sui beni degli amministratori per reati tributari
A cura di Fulvio Graziotto

Il profitto di un reato tributario si concretizza nel risparmio di imposta, che come tale generalmente pertiene in prima battuta alla società; ma, se non si possono aggredire i beni della stessa, si può procedere sugli amministratori.

Societas delinquere non potest: secondo questo principio, una persona giuridica non può commettere reati. E poiché la confisca per equivalente ha essenzialmente natura di sanzione, una persona giuridica non può subire la confisca per equivalente: troppo bello per essere vero.

Le innumerevoli e contrastanti decisioni giurisprudenziali sulla confisca per equivalente per i reati tributari sono state da ultimo risolte dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza 10561/14, con la quale sono stati fissati alcuni principi di diritto:

1) «È consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica stessa, quando tale profitto (o beni direttamente riconducibili al profitto) sia nella disponibilità di tale persona giuridica».

2) «Non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di una persona giuridica qualora non sia stato reperito il profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa, salvo che la persona giuridica sia uno schermo fittizio».

3) «Non è consentito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti degli organi della persona giuridica per reati tributari da costoro commessi, quando sia possibile il sequestro finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario compiuto dagli organi della persona giuridica stessa in capo a costoro o a persona (compresa quella giuridica) non estranea al reato».

4) «La impossibilità del sequestro del profitto di reato può essere anche solo transitoria, senza che sia necessaria la preventiva ricerca generalizzata dei beni costituenti il profitto di reato».

L'ultimo principio è stato recentemente confermato dalla Cassazione con la sentenza n. 41072/2015: il caso riguardava gli amministratori di una srl indagati per omessa presentazione delle dichiarazioni (art. 5 d. lgs. n. 74/2000). Il GIP (giudice per le indagini preliminari) aveva disposto, su richiesta della Procura della Repubblica, il sequestro preventivo dei beni finalizzato alla confisca per equivalente nei loro confronti. Il Tribunale del riesame ha però annullato la misura cautelare, dichiarando il sequestro illegittimo quando il reperimento dei beni che costituiscono il profitto del reato risulti impossibile o quando tali beni, per qualsiasi ragione, non siano aggredibili (nel caso di specie, occorreva motivare le ragioni per le quali non fosse possibile aggredire i beni della società, alla quale era probabilmente destinato il profitto del reato tributario).

Il pubblico ministero ha impugnato la decisione in Cassazione, la quale lo ha rigettato, affermando che per procedere al sequestro per equivalente nei confronti degli amministratori era richiesta la verifica (anche solo base delle risultanze degli atti) dell'impossibilità di sequestrare direttamente i beni e le disponibilità della società.

In sintesi, la misura cautelare nei confronti degli amministratori è legittimamente applicabile solo previa verifica di tale impossibilità (anche se di natura transitoria).



Qui di seguito le disposizioni richiamate:

Art. 322-ter del Codice Penale

«Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dagli articoli da 314 a 320, anche se commessi dai soggetti indicati nell'articolo 322bis, primo comma, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.

Nel caso di condanna, o di applicazione della pena a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per il delitto previsto dall'articolo 321, anche se commesso ai sensi dell'articolo 322bis, secondo comma, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a quello di detto profitto e, comunque, non inferiore a quello del denaro o delle altre utilità date o promesse al pubblico ufficiale o all'incaricato di pubblico servizio o agli altri soggetti indicati nell'articolo 322bis, secondo comma.

Nei casi di cui ai commi primo e secondo, il giudice, con la sentenza di condanna, determina le somme di denaro o individua i beni assoggettati a confisca in quanto costituenti il profitto o il prezzo del reato ovvero in quanto di valore corrispondente al profitto o al prezzo del reato».



DECRETO LEGISLATIVO 10 marzo 2000, n. 74

Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205.

Art. 12-bis -Confisca

1. Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei delitti previsti dal presente decreto, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.

2. La confisca non opera per la parte che il contribuente si impegna a versare all'erario anche in presenza di sequestro. Nel caso di mancato versamento la confisca è sempre disposta.

Art. 18-bis - Custodia giudiziale dei beni sequestrati.

1. I beni sequestrati nell'ambito dei procedimenti penali relativi ai delitti previsti dal presente decreto e a ogni altro delitto tributario, diversi dal denaro e dalle disponibilità finanziarie, possono essere affidati dall'autorità giudiziaria in custodia giudiziale, agli organi dell'amministrazione finanziaria che ne facciano richiesta per le proprie esigenze operative.

2. Restano ferme le disposizioni dell'articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell'articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181.

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