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Se si cambiano le regole dello statuto per l'elezione degli amministratori il socio può recedere

Commento a Decisione Giurisprudenziale - A cura di Fulvio Graziotto - Avvocato in Sanremo (Imperia)

Il Tribunale di Milano (sentenza 9189/2015) si è recentemente pronunciato sul diritto di recesso dell'azionista che non voti a favore di una proposta di deliberazione che modifica lo statuto nella parte relativa alle modalità di elezione degli amministratori attraverso il voto di lista.

Secondo il tribunale, la previsione dell'art 2437 c.c., primo comma, lettera g) attribuisce al socio non consenziente il diritto di recesso anche per le modifiche ai diritti di partecipazione, e in particolare anche ai diritti amministrativi che includono il diritto di concorrere all'elezione degli organi della società.

La disciplina della possibilità di recesso costituisce una delle novità più significative introdotte dalla riforma del diritto societario del 2003: sono state ampliate le cause che fanno sorgere il diritto, sono stati disciplinati i criteri per la determinazione del valore di liquidazione delle azioni e il procedimento da seguire.

Le ragioni della riforma sono orientate a favorire il disinvestimento dell'azionista nei casi in cui le condizioni di rischio della società vengono a cambiare in modo significativo.

L'art. 2437 c.c. disciplina i casi in cui il socio, che non abbia votato a favore della proposta di deliberazione, ha diritto di recedere nella società per azioni. La casistica viene suddivisa in due categorie: la prima elencazione riguarda il diritto che sussiste a prescindere da quanto previsto nello statuto; il secondo elenco riguarda invece i casi nei quali l'azionista ha diritto di recesso se lo statuto non dispone diversamente.

Per il Tribunale di Milano, la nozione di «diritti di partecipazione dei soci» (contrariamente a quanto invece precedentemente ritenuto dal Tribunale di Roma, che aveva ritenuto l'espressione circoscritta ai soli diritti patrimoniali), non va intesa in senso restrittivo, ma include anche i diritti amministrativi.

Nel caso deciso gli amministratori non avevano comunicato agli azionisti la propria determinazione (corredata dal parere del collegio sindacale) sul valore delle azioni in caso di esercizio del diritto di recesso, e pertanto la deliberazione con la quale si era soppresso il voto di lista per l'elezione degli amministratori è stata ritenuta annullabile.

In considerazione del non uniforme orientamento della giurisprudenza sul punto, sarebbe auspicabile precisare meglio il punto nello statuto della società, ad esempio precisando che "i diritti di voto o di partecipazione" menzionati nell'art. 2437, primo comma, c.c., sono (o non sono) da intendersi comprensivi dei diritti amministrativi: sotto il profilo dell'autonomia delle parti una tale previsione può ben essere prevista, e sebbene non costituisca una garanzia in caso di eventuale contenzioso sul punto, è pur sempre un aspetto che contribuisce a fare chiarezza e limita sul nascere potenziali controversie.



Qui di seguito le disposizioni citate:

REGIO DECRETO 16 marzo 1942, n. 262 Approvazione del testo del Codice civile

Vigente al: 13-11-2015

Sezione X Delle modificazioni dello statuto

Art. 2436 - (Deposito, iscrizione e pubblicazione delle modificazioni

Il notaio che ha verbalizzato la deliberazione di modifica dello statuto, entro trenta giorni, verificato l'adempimento delle condizioni stabilite dalla legge, ne richiede l'iscrizione nel registro delle imprese contestualmente al deposito e allega le eventuali autorizzazioni richieste.

L'ufficio del registro delle imprese, verificata la regolarità formale della documentazione, iscrive la delibera nel registro.

Se il notaio ritiene non adempiute le condizioni stabilite dalla legge, ne dà comunicazione tempestivamente, e comunque non oltre il termine previsto dal primo comma del presente articolo, agli amministratori. Gli amministratori, nei trenta giorni successivi, possono convocare l'assemblea per gli opportuni provvedimenti oppure ricorrere al tribunale per il provvedimento di cui ai successivi commi; in mancanza la deliberazione è definitivamente inefficace.

Il tribunale, verificato l'adempimento delle condizioni richieste dalla legge e sentito il pubblico ministero, ordina l'iscrizione nel registro delle imprese con decreto soggetto a reclamo.

La deliberazione non produce effetti se non dopo l'iscrizione.

Dopo ogni modifica dello statuto deve esserne depositato nel registro delle imprese il testo integrale nella sua redazione aggiornata.

Art. 2437 - Diritto di recesso

Hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, i soci che non hanno concorso alle deliberazioni riguardanti:

a) la modifica della clausola dell'oggetto sociale, quando consente un cambiamento significativo dell'attività della società;

b) la trasformazione della società;

c) il trasferimento della sede sociale all'estero;

d) la revoca dello stato di liquidazione;

e) l'eliminazione di una o più cause di recesso previste dal successivo comma ovvero dallo statuto;

f) la modifica dei criteri di determinazione del valore dell'azione in caso di recesso;

g) le modificazioni dello statuto concernenti i diritti di voto o di partecipazione.

Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci che non hanno concorso all'approvazione delle deliberazioni riguardanti:

a) la proroga del termine;

b) l'introduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari.

Se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate in un mercato regolamentato il socio può recedere con il preavviso di almeno centottanta giorni; lo statuto può prevedere un termine maggiore, non superiore ad un anno.

Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può prevedere ulteriori cause di recesso.

Restano salve le disposizioni dettate in tema di recesso per le società soggette ad attività di direzione e coordinamento.

E' nullo ogni patto volto ad escludere o rendere più gravoso l'esercizio del diritto di recesso nelle ipotesi previste dal primo comma del presente articolo.

Art. 2437-bis - (Termini e modalità di esercizio

Il diritto di recesso è esercitato mediante lettera raccomandata che deve essere spedita entro quindici giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima, con l'indicazione delle generalità del socio recedente, del domicilio per le comunicazioni inerenti al procedimento, del numero e della categoria delle azioni per le quali il diritto di recesso viene esercitato. Se il fatto che legittima il recesso è diverso da una deliberazione, esso è esercitato entro trenta giorni dalla sua conoscenza da parte del socio.

Le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede sociale.

Il recesso non può essere esercitato e, se già esercitato, è privo di efficacia, se, entro novanta giorni, la società revoca la delibera che lo legittima ovvero se è deliberato lo scioglimento della società.

Art. 2437-ter - Criteri di determinazione del valore delle azioni

Il socio ha diritto alla liquidazione delle azioni per le quali esercita il recesso.

Il valore di liquidazione delle azioni è determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione legale dei conti, tenuto conto della consistenza patrimoniale della società e delle sue prospettive reddituali, nonchè dell'eventuale valore di mercato delle azioni.

Il valore di liquidazione delle azioni quotate in mercati regolamentati è determinato facendo ... riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi che precedono la pubblicazione ovvero ricezione dell'avviso di convocazione dell'assemblea le cui deliberazioni legittimano il recesso. Lo statuto delle società con azioni quotate in mercati regolamentati può prevedere che il valore di liquidazione sia determinato secondo i criteri indicati dai commi 2 e 4 del presente articolo, fermo restando che in ogni caso tale valore non può essere inferiore al valore che sarebbe dovuto in applicazione del criterio indicato dal primo periodo del presente comma.

Lo statuto può stabilire criteri diversi di determinazione del valore di liquidazione, indicando gli elementi dell'attivo e del passivo del bilancio che possono essere rettificati rispetto ai valori risultanti dal bilancio, unitamente ai criteri di rettifica, nonchè altri elementi suscettibili di valutazione patrimoniale da tenere in considerazione.

I soci hanno diritto di conoscere la determinazione del valore di cui al secondo comma del presente articolo nei quindici giorni precedenti alla data fissata per l'assemblea; ciascun socio ha diritto di prenderne visione e di ottenerne copia a proprie spese.

In caso di contestazione da proporre contestualmente alla dichiarazione di recesso il valore di liquidazione è determinato entro novanta giorni dall'esercizio del diritto di recesso tramite relazione giurata di un esperto nominato dal tribunale, che provvede anche sulle spese, su istanza della parte più diligente; si applica in tal caso il primo comma dell'articolo 1349.

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