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Società in accomandita semplice e ingerenza del socio accomandante nella gestione
A cura di Fulvio Graziotto

La Cassazione (Sentenza 22666/2015) riafferma i confini del principio di affidamento per gli atti compiuti dal socio accomandante che si intromette nella gestione di una sas senza valida procura.

Il caso riguardava un preliminare di compravendita di un immobile di proprietà della sas: nella stipula del preliminare, il socio accomandante si era qualificato come amministratore e legale rappresentante.

Visto che la società non si era presentata al rogito fissato (equiparato dalla giurisprudenza all'offerta nei modi di legge richiesta dall'art. 2932 c.c.), i promissari acquirenti avevano richiesto l'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c., ma il Tribunale non la aveva accolta, pur condannando il socio accomandante alla restituzione degli acconti versati e al risarcimento dei danni.

La domanda di esecuzione in forma specifica era fondata sul principio di apparenza e sulla tesi che essendosi il socio accomandante ingerito nell'amministrazione della società, questa si sarebbe trasformata in una snc irregolare, e pertanto il preliminare era da assumersi valido in quanto nella sns l'amministrazione spetta a tutti i soci.

Tesi non condivisibile, perché l'art. 2320 c.c. dispone che «I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, nè trattare o concludere affari in nome della società, se non in forza di procura speciale per singoli affari. Il socio accomandante che contravviene a tale divieto assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali...».

La questione, dopo analoga decisione della Corte di Appello, approda in Cassazione, la quale rigetta il ricorso osservando quanto segue: - Il contratto de quo era stato concluso dagli attori non con il socio accomandatario e legale rappresentante della società promittente ma con il socio accomandante, che sia nel contratto sia nelle ricevute e nelle fatture del saldo prezzo aveva indicato la mera qualità di socio;


  • l'art. 2320 c.c. non introduce deroghe alla disciplina generale in tema di rappresentanza della società per il contratto stipulato dal falso procuratore salvo ratifica, che deve rivestire la stessa forma prescritta per il contratto concluso dal falso procuratore e ha carattere recettizio;

  • in tema di rappresentanza delle persone giuridiche il principio dell'apparenza del diritto non può trovare applicazione;


nella specie, non si versava in ipotesi di obbligazione sociale o riferibile alla società, per cui si ribadiva l'inapplicabilità dell'art. 2320 cod. civ.


  • nella società in accomandita semplice, in caso di sopravvenuta mancanza di tutti i soci accomandatari, l'art. 2323 cod. civ., nel prevedere la sostituzione dei soci venuti meno e la nomina in via provvisoria di un amministratore per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione, esclude implicitamente la possibilità di riconoscere al socio accomandante, ancorché unico superstite, la qualità di rappresentante della società per il solo fatto di aver assunto in concreto la gestione sociale.


La Cassazione ha rilevato come il preliminare sia stato concluso con il «falsus procurator», e non sia intervenuta alcuna ratifica successiva della società nella stessa forma prescritta per il contratto concluso (in questo caso, necessariamente la forma scritta ai sensi degli artt. 1350 e 1351 c.c.).

La Corte non entra nel merito di un altro importante aspetto (proprio perché non ricorre nella fattispecie): quello della forma della procura prescritto dall'art. 1392 c.c., il quale dispone che « La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere.».

Pertanto, stante l'originario vizio di forma della procura, nessuna ratifica successiva avrebbe potuto farsi da parte della società: il preliminare oggetto della controversia è stato stipulto da un «falsus procurator» e non produce alcun effetto giuridico in capo alla società.



Qui di seguito le disposizioni richiamate:

REGIO DECRETO 16 marzo 1942, n. 262 Approvazione del testo del Codice civile

Vigente al: 29-11-2015

Sezione IV - Della forma del contratto

Art. 1350 - Atti che devono farsi per iscritto

Devono farsi per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di nullità:

1) i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili;

2) i contratti che costituiscono, modificano o trasferiscono il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di superficie, il diritto del concedente e dell'enfiteuta;

3) i contratti che costituiscono la comunione di diritti indicati dai numeri precedenti;

4) i contratti che costituiscono o modificano le servitù prediali, il diritto di uso su beni immobili e il diritto di abitazione;

5) gli atti di rinunzia ai diritti indicati dai numeri precedenti;

6) i contratti di affrancazione del fondo enfiteutico;

7) i contratti di anticresi;

8) i contratti di locazione di beni immobili per una durata superiore a nove anni;

9) i contratti di società o di associazione con i quali si conferisce il godimento di beni immobili o di altri diritti reali immobiliari per un tempo eccedente i nove anni o per un tempo indeterminato;

10) gli atti che costituiscono rendite perpetue o vitalizie, salve le disposizioni relative alle rendite dello Stato;

11) gli atti di divisione di beni immobili e di altri diritti reali immobiliari;

12) le transazioni che hanno per oggetto controversie relative ai rapporti giuridici menzionati nei numeri precedenti;

13) gli altri atti specialmente indicati dalla legge.

Art. 1351 - Contratto preliminare

Il contratto preliminare è nullo, se non è fatto nella stessa forma che la legge prescrive per il contratto definitivo.

Art. 1392 - Forma della procura

La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere.

CAPO IV - Della società in accomandita semplice

Art. 2320 - Soci accomandanti

I soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, nè trattare o concludere affari in nome della società, se non in forza di procura speciale per singoli affari. Il socio accomandante che contravviene a tale divieto assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali e può essere escluso a norma dell'art. 2286.

I soci accomandanti possono tuttavia prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori e, se l'atto costitutivo lo consente, dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni e compiere atti di ispezione e di sorveglianza.

In ogni caso essi hanno diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite, e di controllarne l'esattezza, consultando i libri e gli altri documenti della società.

Sezione II - Dell'esecuzione forzata in forma specifica

Art. 2932 - Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto

Se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l'obbligazione, l'altra parte, qualora sia possibile e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso.

Se si tratta di contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata o la costituzione o il trasferimento di un altro diritto, la domanda non può essere accolta, se la parte che l'ha proposta non esegue la sua prestazione o non ne fa offerta nei modi di legge, a meno che la prestazione non sia ancora esigibile.

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